Antiche Ricette Toscane

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Polenta unta e incaciata

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Polenta unta e incaciata


Quando stava in Versilia, al Forte, e posava per lo scultore Arturo Dazzi che lo ritrasse nel legno, Curzio Malaparte raccontava che non c'era mangiare più buono di questa sua polenta pratese. La ricetta è elementare. Polenta gialla. Stenderla sulla tavola quand'è abbastanza solida, tagliarla a fette con il classico filo e deporre uno strato di fette su un vassoio dove avrete grattugiato del cacio pecorino secco, bello saporito. Untare con olio d'oliva e coprire con nuovo pecorino. Secondo strato di tette di polenta, altro olio e altra grattugiata. Terzo strato, altro olio e altra grattugiata.Dazzi rideva e si leccava i baffi. Il ritratto, a busto intero, riuscì stupendo. Malaparte vi figurava nudo, come del resto gli piaceva, esibizionista e narciso qual era. Ma rifiutò di pagarlo. Lo contestò. < Somiglia più a Montanelli che a me. Fattelo pagare da Montanelli >. Esplose uno scandalo. Dazzi lo espose alla Biennale di Venezia e dichiarò ai giornalisti che Malaparte era più bravo come cuoco che come scrittore: «Alla "Pelle" preferisco la sua polenta unta e incaciata > ripeteva.                                  

Ricetta attribuita a Curzio Malaparte.


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