Antiche Ricette Toscane

Vai ai contenuti

Menu principale:

Necci

Dolci > Da G a Z
 

Necci


Abbiamo un classico dell'Appennino. Si diluisce la farina di castagne con l'acqua. Che divenga morbida. Una presa di sale. Ponete i "testi" sul fuoco del camino. Siamo d'inverno e in montagna. Chiamateli anche "piastre": si tratta sempre di due dischi di ferro saldati a un manico. Quando sono roventi si ungono d'olio e versiamo sul primo un cucchiaione di pasta morbida che pressiamo con il secondo. Mettiamo i "testi" sul fuoco, due minuti per parte. Serviteli sulle foglie di castagno. Fa molto "rustico". Vino rosso frizzante. Ottimo il lambrusco che tenda al dolce. L'Abetone segna il confine tra la Toscana e l'Emilia: il lambrusco è quasi di casa. Gli "aficionados" dell'Abetone che hanno i capelli grigi  ricorderanno certamente i tempi in cui alla Capannina faceva gli onori di casa Zeno Colà e, sorridendo con un filo di tristezza, raccontava dei necci della sua infanzia: "Allora sciavo legandomi agli scarponi le doghe delle botti spezzate a metà e nelle nostre cucine i necci costituivano un piatto di lusso, soprattutto per i ragazzini. Senza castagne, prima della guerra, come avremmo fatto a tirare avanti?".
Ricetta del ristorante La Capannina dell'Abetone.

Torna ai contenuti | Torna al menu